Parco Nazionale del Matese, D’Andrea fa chiarezza su suddivisioni, ricorsi al Tar e…

Parco del Matese

PIEDIMONTE MATESE – Il consigliere di opposizione del gruppo “Piedimonte Futura” Gianfrancesco D’Andrea ha elaborato una sintesi di alcune delle domande e delle risposte che oggi è necessario conoscere a proposito del Parco Nazionale del Matese. Specialmente in ordine alla errata convinzione che “sia stato calato dall’alto”.

Al servizio di tutti.

QUANDO È STATO ISTITUITO IL PARCO NAZIONALE DEL MATESE (PNM)?

È stato istituito nel 2017, con la Legge n. 205 del 27 dicembre di quell’anno. In questo modo è stata aggiunta alla Legge 394 del 1991, che è la Legge quadro sulle aree protette, la lettera f-bis, che inserisce, appunto, il Matese fra i Parchi nazionali italiani.

SONO STATI STANZIATI FONDI?

Sì. La legge che ha istituto il PNM nel 2017 ha previsto 300.000 euro per finanziare l’istituzione e il primo avviamento del Parco. Per il funzionamento del Parco sono stati invece previsti, già dal 2019, 2.000.000 di euro.

QUESTI SOLDI SONO STATI GIÀ SPESI?

No. Questi soldi sono stati finora non utilizzati, per l’inerzia degli Enti (Regioni e Comuni) che dal 2017 non hanno contribuito fattivamente all’avvio del procedimento istitutivo del Parco.

PERCHÉ DAL 2017 AD OGGI NULLA ERA STATO FATTO?

Perché, senza la collaborazione degli enti locali, il tavolo di lavoro istituito nel 2018 dal Ministero dell’Ambiente (oggi Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica – MASE), ha proceduto con immensa difficoltà, a discapito di un sereno e calibrato confronto da avviare con l’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA).

ENTRO QUALE LA DATA LA REGIONE CAMPANIA E LA REGIONE MOLISE AVREBBERO DOVUTO TRASMETTERE AL MINISTERO IL PROPRIO PARERE SULLA PROPOSTA TECNICA DI PERIMETRAZIONE E ZONIZZAZIONE DEL PARCO NAZIONALE DEL MATESE?

Entro il 3 gennaio 2022.

LE REGIONI HANNO RISPOSTO NEI TEMPI STABILITI?

No. Il Ministero concesse quindi una proroga al 30 marzo 2022 per acquisire i richiesti pareri. Il 15 aprile 2022 il Ministero sollecitava ancora una volta le Regioni a fornire quanto richiesto. La Regione Molise forniva quanto richiesto. La Regione Campania, invece, veniva ancora sollecitata dal Ministero con nota del 9 marzo 2023 e non forniva alcun riscontro.

PERCHÉ IL MINISTERO FU COSTRETTO A PROCEDERE UGUALMENTE CON I LAVORI?

Perché al 23 febbraio 2024 la Regione Campania non aveva ancora assunto alcuna posizione e occorreva comunque dare seguito all’iter procedurale.

QUANDO È STATA TRASMESSA ALLE REGIONI E AGLI ENTI LOCALI LA PROPOSTA DELLE MISURE DI SALVAGUARDIA?

Il 12 giugno 2024, concedendo 20 giorni agli enti locali e 45 giorni alle Regioni per esprimere il loro parere.

QUANDO È STATA TRASMESSA DA ISPRA LA NUOVA PROPOSTA DI PERIMETRAZIONE AGGIORNATA CON LE RICHIESTE DI INTEGRAZIONI PERVENUTE DAI COMUNI?

Il 9 agosto 2024. Il 26 settembre dello stesso anno venivano inoltre acquisite e trasmesse le integrazioni alle osservazioni sulle norme di salvaguardia giunte tardivamente dalla Regione Campania.

PERCHÉ SI PRONUNCIÒ IL TAR DEL LAZIO CON SENTENZA DEL 24 OTTOBRE 2024?

Il TAR si pronunciò a seguito di un ricorso promosso da Italia Nostra, poiché l’iter procedurale della perimetrazione e zonizzazione e delle misure di salvaguardia continuava a subire rallentamenti, nonostante fosse stato avviato nel 2017. Con la sentenza, fu attribuito al Ministero il termine di 180 giorni per provvedere. I sei mesi, appunto, sono scaduti il 22 aprile scorso.

COME SI È LAVORATO NEI SEI MESI DI TEMPO CONCESSI DAL TAR?

Freneticamente. Dopo una serie di confronti fra Ministero, Regioni e Comuni e una riunione plenaria tenuta a Roma nell’auditorium del Ministero si decise di costituire con urgenza un tavolo tecnico composto da due referenti per le Province della Regione Campania e due referenti per le Province della Regione Molise titolati a farsi carico di raccogliere e uniformare ogni ulteriore aspetto circa le esigenze espresse dai Comuni dei territori interessati. I contatti fra i Comuni, le Provincie, le Regioni e il Ministero sono stati finalmente continui poiché imposti dai tempi della sentenza.

QUANTI COMUNI FANNO PARTE DEL PNM?

Cinquantadue. Trenta in Campania. Ventidue in Molise. L’unico Comune del versante casertano escluso totalmente dal Parco è Pratella. L’area è di circa 88mila ettari.

COME SONO SUDDIVISI I TERRITORI IN AREA PARCO?

Zona 1, di rilevante interesse naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico culturale, con inesistente o minimo grado di antropizzazione;

Zona 2, di valore naturalistico, paesaggistico, agricolo e/o storico culturale, con limitato grado di antropizzazione;

Zona 3, di valore paesaggistico e/o storico culturale, di connessione ecologica, con elevato grado di antropizzazione.

PERCHÉ ALCUNI COMUNI ADESSO MINACCIANO RICORSO?

Perché, soprattutto i Comuni montani, hanno visto il proprio territorio quasi del tutto inserito in zona 1 o zona 2, mentre la zona 3 è stata associata, generalmente, soltanto ai centri urbani-centri storici. Paesi come Letino, in sede di audizione al Ministero, avevano chiesto di inserire in zona 3 anche aree come il lago o come Piana delle Secine, dove sono presenti zone con civili abitazioni o a potenziale sviluppo turistico. A fronte di una iniziale disponibilità ad accogliere le istanze, non è stata invece concessa la zona 3.

I RICORSI AL TAR, SE PROPOSTI E ACCOLTI, CHE CONSEGUENZE AVRANNO?

Il Parco Nazionale del Matese è ormai istituito e resterà tale. I ricorsi avranno ad oggetto solo l’attuale perimetrazione, che è comunque provvisoria. Ovviamente, in questi casi, i tempi definitivi per il decollo del Parco potrebbero allungarsi di moltissimo.

È PREVISTA COMUNQUE UNA FASE CORRETTIVA?

Sì. Al di là dei ricorsi che potranno essere presentati, la perimetrazione attuale è provvisoria e sarà avviata, nei prossimi mesi, una ulteriore fase istruttoria di verifica su ciascun territorio comunale. I parchi nazionali sono poi istituiti e delimitati in via definitiva con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Ministro dell’ambiente, sentita la Regione.

CHI AMMINISTRERÀ IL PARCO IN QUESTA FASE TRANSITORIA?

Con decreto del Ministro dell’ambiente e della sicurezza energetica, da adottarsi entro trenta giorni dalla data di pubblicazione del decreto che autorizza la perimetrazione provvisoria, sarà nominato, nel rispetto del criterio della parità di genere, il Comitato di gestione provvisoria del Parco Nazionale del Matese previsto ai sensi del comma 3 dell’art. 34 della legge 6 dicembre 1991, n. 394.

CHI FARÀ PARTE DEL COMITATO DI GESTIONE PROVVISORIA?

– un Presidente nominato dal Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica;

– un componente su designazione del Ministero dell’ambiente e della sicurezza energetica;

– un componente su designazione del Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste;

– un componente su designazione dell’Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale (ISPRA);

– un componente su designazione delle associazioni di protezione ambientale individuate ai sensi dell’art. 13 della legge 8 luglio 1986, n. 349;

– due componenti su designazione della Regione Campania;

– due componenti su designazione della Regione Molise

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