Montaquila vicino al closing: “Non ci sono i presupposti per fare calcio a Termoli, dedicherò tutto il tempo all’Aurora”

Il patron Flaviano Stefano Montaquila

La trattativa per la cessione del titolo del Termoli sta avanzando ed il closing è in dirittura d’arrivo. Nei prossimi giorni la proprietà Montaquila consegnerà il club nelle mani di una cordata termolese che avrà il compito di garantire un futuro al calcio della città adriatica, dopo i quattro anni di stabilità garantiti dal sodalizio casertano.

La scelta è stata a dir poco dolorosa da parte del patron Flaviano Stefano Montaquila e della presidentessa Antonietta Santagata che lasciano una piazza che hanno rivitalizzato quando pochi le davano importanza. Nel 2021 il Termoli navigava nell’anonimato ma i fasti di un tempo e l’amore dei tifosi spinsero la famiglia di imprenditori dell’Alto Casertano a sobbarcarsi in un’avventura onerosa che avrebbe spinto molti a soprassedere. Ed invece il patron Montaquila ha visto in quella nobile decaduta una prospettiva di successo, che andava valorizzata nuovamente dopo anni di campionati interlocutori. Al primo colpo conquistò con Raffaele Esposito la promozione in Serie D (stagione 2021-2022) e rianimò tutto l’ambiente, accompagnando ai risultati del campo la ristrutturazione societaria, con un’organizzazione curata nei minimi dettagli.

Il Termoli ritornò in Serie D dopo sette anni ed al primo anno si salvò nello spareggio play-out a Vasto, grazie all’impresa della squadra allenata da Alessio Martino. L’anno successivo l’approdo a metà stagione di Massimo Carnevale ha consentito un girone di ritorno impressionante, con un rendimento da seconda in classifica ed una salvezza conquistata grazie ad una campagna di rafforzamento imponente: su tutti gli acquisti di Burzio e Longo che sono un lusso per la categoria.

Se la famiglia Montaquila ottempera a tutti i suoi oneri, Termoli però non ricambia allo stesso modo. Più volte il patron invita il sindaco a venire incontro alle esigenze, ma nulla viene fatto. In particolare l’ampliamento del settore ospiti dello stadio “Gino Cannarsa” che resta fermo a soli 115 posti e l’individuazione di una seconda struttura su cui il Termoli potesse svolgere le sedute di allenamento, senza intaccare il manto in erba naturale del Cannarsa durante la settimana. Una seconda struttura non è il piccio di un presidente bensì rappresenta la voglia di generare in città una Academy che porti bambine e bambini, ragazzine e ragazzini a vivere l’amore per il Termoli ogni giorno. Sentirsi parte integrante del futuro della squadra della propria città, portare per la regione ed anche fuori il vessillo del Termoli è tutt’altra cosa rispetto a far parte di altre scuole calcio.

Una ‘vision’ in cui la proprietà Montaquila ha sempre creduto, puntando a ricreare un concetto, quello di amore per Termoli, che i termolesi non hanno in maniera concreta e che invece lui, da forestiero così come spesso è stato etichettato, ha sempre avuto. Ma tutto ciò non è stato capito, con migliaia di sacrifici economici compiuti, con i continui appelli caduti nel vuoto.

Dulcis in fundo, la stagione 2024-2025 è stata caratterizzata dal passo indietro di molti sponsor per una percentuale di meno del 50% delle partnership rispetto alla scorsa stagione ed ora anche la diserzione della Curva Marco Guida a causa dei risultati negativi. Troppo, sinceramente troppo, per una proprietà che ha creduto di portare per la prima volta il Termoli nel professionismo ma che è stata lasciata da sola dai termolesi. Amministrazione Comunale, buona classe dell’imprenditoria ed anche della tifoseria che non hanno capito fino in fondo cosa potesse spingere una proprietà di un’altra regione, di un’altra provincia a credere nel futuro roseo di un club che vive ancorato nel passato. Con investimenti esagerati compiuti a fronte di guadagni minimi. Se tutto questo sforzo non viene capito ed anzi tante persone si sono rese protagoniste di messaggi violenti, offensivi e minatori, la misura è diventata colma e la proprietà Montaquila ha deciso di interrompere il progetto: “Non ci sono i presupposti per fare calcio, dedicherò tutto il proprio all’Aurora Alto Casertano“.

E’ ora che Termoli si guardi allo specchio e si renda conto che ci sono tante problematiche che uno staff presidenziale di fuori regione ha intuito ed i termolesi, invece, preferiscono nascondere sotto al tappeto. Non facendo nulla per proteggere il proseguimento di un’esperienza che in quattro anni è sempre stata caratterizzata dalla stabilità e dal sogno di far toccare palcoscenici mai calpestati dal club giallorosso.

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